TOO GOOD TO GO una "app" contro lo spreco alimentare di Sara Codeluppi
Circa un terzo del cibo prodotto nel mondo viene buttato, con enormi conseguenze dal punto di vista ambientale, etico ed economico.
Il problema dello spreco alimentare è enorme: 1.3 miliardi di tonnellate di cibo ogni anno finiscono nel cestino e per contro 820 milioni di persone soffrono la fame ogni giorno.
Ogni anno il valore dello spreco alimentare raggiunge 1.2 trilioni di dollari.
Lo spreco ha però un forte impatto anche sull’ambiente: cibo sprecato infatti, è causa del 10% delle emissioni di gas serra (più dell'intero settore aeronautico).
Lo spreco è un problema globale e avviene in ogni fase della filiera alimentare, Ridurre del 50% lo spreco alimentare pro-capite rientra infatti tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibili proposti dalle Nazioni Unite per contrastare anche i cambiamenti climatici.
Limitare gli sprechi e promuovere un consumo più consapevole significherebbe evitare perdite economiche, contrastare l’eccessivo utilizzo di risorse naturali come acqua e suolo, alleviare la pressione sull’ambiente.
Per tutti questi motivi, anche se in maniera inconsapevole, un gruppo di informatici, nel 2015, ha dato il via ad una applicazione digitale che connette ristoranti, supermercati e altri esercizi commerciali che a fine giornata mettono a disposizione gli alimenti invenduti ad un prezzo ridotto a persone interessate a "salvare" il cibo dallo spreco.
Too Good To Go è un'app gratuita che limita le perdite economiche dei produttori, alle persone di acquistare prodotti buoni ad un prezzo ridotto e insieme di aiutare il pianeta.
Le uniche spese che portano questa iniziativa sono solo quelle riferite alle surprise bag (contenitori nella quale si mette il prodotto da vendere), il lavoro è poco ed è inoltre un'ottima trasmissione pubblicitaria per i negozi.
Una delle iniziative di too good to go è quella dell'Etichetta Consapevole, ovvero una campagna che spieghi la differenza della dicitura della etichette riguardante la scadenza:
Data di scadenza: data in cui il prodotto non può più essere utilizzato (da buttare) perché avvengono dei cambiamenti all’interno che possono fare del male e creare problemi.
TMC – Termine Minimo di Conservazione –“da consumarsi preferibilmente entro”, è la data in qui il prodotto cambia l’aspetto organolettico ma non crea disturbi e problemi al nostro corpo, quindi non è da buttare.
Esso è ancora poco conosciuto e mal interpretato dai consumatori, e causa del 10% degli sprechi alimentari domestici nell’Unione Europea

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